Nel 1980 il teologo e psicoterapeuta Bert Hellinger studia un metodo fenomenologico che chiamerà Costellazioni Familiari; dagli anni 90 ad oggi, le Costellazioni hanno raggiunto gran parte di noi creando curiosità e/o diffidenza.

Hellinger formulò il suo metodo intrecciando le sue osservazioni sulle tribù in Africa, i suoi studi nel campo della psicoterapia e le teorie dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake. Il punto focale della sua tesi si può riassumere così : siamo tutti interconnessi e ciò che non viene riconosciuto, compreso, visto può continuare a condizionare il nostro modo di stare al mondo. 

Questo metodo non sostituisce una terapia e non ha un potere “magico” tale per cui con una costellazione ogni problema viene, appunto magicamente, risolto. E’, però, uno strumento valido per accedere a campi di coscienza dai quali spesso il raziocinio ci allontana.

Come funziona?

Durante un seminario di gruppo, la persona che richiede la “costellazione” richiama un tema da trattare ed insieme al facilitatore individua e posiziona alcuni partecipanti (i rappresentanti) nello spazio, per simboleggiare membri della famiglia ma anche emozioni, situazioni, relazioni. Il tutto si svolge con poche parole, e l’ascolto attento delle sensazioni del corpo. Il corpo è il protagonista di questa esperienza, che, proprio per questo arriva in modo così diretto.

L’esperienza vissuta può, si, essere di forte impatto emotivo ma non ha una finalità catartica. Il compito delle costellazioni è accompagnare a vedere ciò che è stato dimenticato, ‘irretito’, e portarlo alla luce con amorevolezza, perdono e compassione. La forza del gruppo aiuta ad attivare ciò che nel gergo della fisica quantistica viene chiamato entanglment, indipendentemente dall distanza che separa due particelle, esse si influenzano una con l’altra. Risuoniamo.

Non a caso un gruppo si forma con caratteristiche simili, con temi simili da trattare o fatiche simili da superare. Non a caso scegliamo o veniamo scelti come rappresentanti dei temi altrui. A mio avviso il ‘caso’ non esiste, esiste la risonanza.

Se tutto è frequenza e vibrazione è forse possibile che si venga attratti da chi vibra al nostro stesso livello e perchè? E’ possibile che la storia della nostra famiglia ci stia condizionando ancora oltre lo spazio ed il tempo? Ti sei mai chiesto come mai continui a vivere situazioni ripetute? come mai vivi una paura apparentemente irrazionale? Come mai, nonostante tu abbia tutto dalla vita non ti senti felice, soddisfatto, realizzato? Come mai non realizzi il tuo sogno? come mai accadono eventi di un certo tipo in date ripetute? Cosa non riesci a lasciare andare? Cosa ti procura rabbia trattenuta? ed a molte altre domande possono essere di interessante ausilio le costellazioni.

E’ dunque possibile che un membro della famiglia possa sciogliere (finalmente) gli irretimenti che vengono tramandati da genereazioni? a me piace rispodermi così: i nostri avi tifano per noi. Chi ci ha preceduto non chiede altro che essere liberato e liberando noi stessi facciamo un dono alle nostre radici, facciamo il dono della pace. E facciamo un dono a noi stessi, quello della consapevolezza.

Ognuno di noi può costruire il suo grado di coscienza come più sente idoneo, le costellazioni familiari possono essere un valido sostegno in questo senso, possono contribuire a comprendere, a lasciar andare ciò che non è nostro, a dare un posto a chi non lo aveva e a vedere chi o cosa non è stato visto. Poi cosa ne facciamo di tutte queste informazioni spetta al nostro personale giudizio. Uno stato più ampio di coscienza , di certo, contribuisce ad una vita più armoniosa, integra e connessa alla matrice, alla Gioia.

Pur non avendo riscontri scientificamente provati, le costellazioni familiari hanno sostenuto una moltitudine di persone in momenti complessi della loro vita. Non resta che farne esperienza e concederci la possibilità, se non altro, di aver aperto una finestra del cuore.