Sta arrivando il Natale ed insieme alla magia, le luci ,i calendari dell’avvento, le corse per i regali, pacchi e pacchetti, ci si può ritrovare di fronte a domande scomode o inaspettate. Tanti di noi tremano al pensiero della fatidica domanda: ” Mamma, sei tu Babbo Natale?”
E a ragion veduta dico io! Perché quando arriva non c’è modo di tergiversare, di conservare, di rallentare. Bisogna dirlo e basta.
La questione etica si pone in dubbio su questa tematica : è giusto “mentire” ai bambini?
La pedagogia dice di dire sempre la verità. Ma perché Babbo Natale dovrebbe essere una bugia?
È vero, non esiste un uomo vestito di rosso, panciuto e con la barba bianca, che volando su una slitta trainata da renne magiche porta i doni a tutti i bambini passando dal camino (anche perché, non tutti abbiamo il camino! No?), ma siamo sicuri che non esista l’idea del donare senza aspettarsi nulla in cambio? Del dare speranza in qualcosa che non si può vedere? Del far felice un’altra persona solo per il piacere di farlo? Perché Babbo Natale è tutto questo!
E se tutto questo esiste, allora anche Babbo Natale! In ognuno di noi e non soltanto la notte di Natale. E questa non è magia?

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Credo che raccontare ai propri bambini la leggenda di Babbo Natale non sia una bugia, ma un modo per permettere loro di rendere concreta un’idea, che per sua natura sarebbe soltanto astratta. Nella figura dell’uomo vestito di rosso i bambini possono identificare i valori che la compongono.
Chiaramente quando i bimbi sono abbastanza maturi da comprendere l’astrazione, saranno loro stessi ad avere dei dubbi. Nel momento in cui arrivano però con LA domanda, accade qualcosa in noi. Così come per loro diventa chiara l’idea, per noi appare senza alcun dubbio la linea di confine tra l’infanzia e la fase successiva. Nel momento in cui comprendono che Babbo Natale è un insieme di valori e non l’uomo panciuto e magico che porta i doni, l’infanzia finisce. È così. Da un giorno all’altro. Esattamente come la nascita, anche la fine di una fase evolutiva avviene di colpo. Noi, per quanto ci siamo preparati, non siamo mai davvero pronti.
Come dirlo?
Le modalità sono molteplici, ognuno di noi può trovare quella che più si confà alla propria famiglia; noi abbiamo scelto di farlo con un libro. Come spesso è accaduto nella nostra storia familiare, i libri ci accompagnano delicatamente nei momenti più duri e questo è entrato a far parte della collezione.

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“Caro Babbo Natale” di Martha Brockenbrough edito da De Agostini è un albo delicato, che racconta l’idea che sta dietro alla figura di Babbo Natale, attraverso la storia di Lucy, una bambina che ad un certo punto pone LA domanda, e mostra come tutti noi siamo parte della sua squadra, una squadra che porta amore , gioia e speranza agli altri.
È difficile disilludere i bambini. Ma lo è ancora di più se si pensa di mentire. Non abbiamo mentito ai nostri figli. Abbiamo scelto di rendere concreti dei valori dandogli una forma e un colore. Gli abbiamo donato la magia, che porteranno sempre con loro anche se in forma diversa.
Quando è successo a noi, dopo la lettura del libro abbiamo pianto molto. Una delle mie figlie era molto arrabbiata, l’altra molto triste. Entrambe le emozioni sono state accolte e riversate tra le mie braccia, mescolate alle mie. C’è voluto un po’ di tempo quel giorno e anche i successivi.
Quando è giunto il tempo dell’elaborazione, abbiamo pensato di agire su due fronti:
1) impacchettare giochi e libri in ottimo stato, che per noi erano superati, e portarli alla banca del giocattolo donandoli ad altri bambini
2) abbiamo preparato due biglietti motivazionali, di incoraggiamento, generici, non per una specifica persona. Abbiamo scelto un’abitazione (due diverse)  nel tragitto da scuola a casa e lasciato nella buca il nostro biglietto. Non sappiamo chi ha letto i nostri biglietti quale espressione può aver fatto: se di stupore, di curiosità, di sollievo. Noi ci auguriamo di aver portato comunque un’emozione, anche se non lo sapremo mai ma, in fondo, è questo che fa Babbo Natale no?

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Quello che è importante comprendere è che non c’è un modo giusto per dirlo, rimarrà sempre quell’amarezza di fondo ad accompagnare questo momento, ma si conserveranno i valori trasmessi e i ricordi delle magie degli anni precedenti. Si passa dalla fanciullezza ad un’età di consapevolezze e dubbi, dove la coscienza si manifesta e i ragazzi si possono trasformare in Babbi Natale per donare ciò che hanno ricevuto.

Ma se mio figlio si arrabbia? E’ una domanda lecita e la rabbia è un’emozione assolutamente plausibile in una situazione del genere. I bambini possono sentirsi traditi e perdere fiducia in noi. Sta all’adulto mostrare al proprio bambino cos’è Babbo Natale, cosa voleva portare nella sua vita e come abbia provato ad aiutarlo ad introiettare i valori conservati nella figura del vecchio che portava i doni.

Se mio figlio perde la gioia del Natale? Sicuramente i rituali cambieranno e quell’aura di magia luccicosa dei primi anni non ci sarà più. Non brilleranno più di stupore i loro occhi al risveglio la mattina di Natale, ma si possono creare delle nuove tradizioni per portare comunque gioia e desiderio di festeggiare questo giorno.

Ci sono tante fasi nella vita, siamo in continuo mutamento e in costante crescita. Questo momento è un passo importante nello sviluppo emotivo dei bambini, va curato, accolto ed accompagnato per evitare che la rabbia, la tristezza, la disillusione, la sfiducia e la troppa razionalità portino via anche i valori che accompagnano la figura di Babbo Natale. E’ difficile per noi genitori pensare che ora è tutto finito, che non sono più bambini, che sono entrati a far parte della squadra dall’altra parte della barricata, quella dei conservatori di magia. E’ questo che siamo noi e che sono diventati anche loro in questo momento. E’ un ruolo di prestigio, che sviluppa la gioia di donare senza aspettarsi nulla in cambio, la fantasia per magie sempre nuove, la consapevolezza di sapere che i conservatori di magia sono le pedine più importanti del gioco.

Buona preparazione!

Manuela Griso

E voi come lo avete detto ai vostri figli? Se avete piacere scrivetemi!!!