Lo “spannolinamento” è un processo e vedendolo come tale è importante portare cura alle parole con cui lo trattiamo anche a casa, tra adulti o con il bambino stesso : il bambino lascia andare il pannolino, non lo toglie. Allo stesso modo il bambino lascia andare il ciuccio, non lo toglie.

Approfondiamo insieme questo passaggio, alcune modalità per agevolare te ed il bambino per farlo ed altre preferibilmente da evitare.

Nella prima metà del Novecento lo spannolinamento avveniva principalemente entro i 18 mesi, ad oggi questo processo avviene tra i 18 e i 36 mesi con varianti che possono arrivare anche ai 5/6 anni di età in base alle esigenze del bambino. Sicuramente oggi vengono utilizzati metodi molto più rispettosi e morbidi; abbiamo, per la maggior parte di noi mi auguro, abbandonato modalità coercitive e punizioni che possono portare anche a traumi prolungati nel tempo. Nell’epoca moderna però tendiamo a prolungare il momento del passaggio al vasino, complice anche la comodità degli usa e getta in una vita che ci porta a dover essere pratici e veloci. Anche l’eccessivo prolungamento può avere conseguenze poco positive sullo sviluppo del bambino.

Gli studi ci dicono che il controllo completo degli sfinteri avviene intorno ai 18/24 mesi, questa capacità, però, non è uguale per tutti i bambini, è condizionata dal livello di maturazione del sistema nervoso e dall’educazione sfinteriale a cui vengono sottoposti. In alcune culture lo spannolinamento è molto precoce per via delle diverse condizioni di vita, non necessariamente peggiori o migliori delle nostre, semplicemente diverse.

Il bambino rispetto alle sue evacuazioni dipende, fino ad un certo punto, totalmente da qualcun’altro che lo cambi. Per lui la normalità è fare la cacca e la pipì nel pannolino; nel canale comunicativo che si crea gli stiamo dicendo che il pannolino è il luogo giusto in cui fare i bisogni. durante lo spannolinamento cambia un intero paradigma mentale, educativo e relazionale.

Generalmente, non appena il bambino inizia a verbalizzare o a comunicare in modo chiaro alcuni segnali (fame, sete, sonno, cacca, pipì ) si possono aprire finestre in cui iniziare il processo. Un processo di accompagnamento al vasino dovrebbe essere in ogni sua fase rispettoso e dolce considerando che il bambino ha necessità di creare nuove associazioni. Il “luogo” della cacca e della pipì non è più il pannolino ma il vasino o il water (passaggio che può rivelarsi ancora più complesso perche la cacca, che è una “cosa” mia, scivola giù e va via in un buco nero), con anche sensazioni fisiche molto diverse, rispetto a fare i bisogni nel pannolino, da metabolizzare. Il vasino è una conquista che porta il bambino ad accedere ad un nuovo grado di autonomia.

Non esiste un decalogo di regole per lo spannolinamento uguali per tutti perchè ogni bambino è a sè, ciò che è da tenere in considerazione è l’emozione associata a questo processo, che venga vissuto il più possibile con curiosità, serenità e partecipazione. Non è sempre un processo lineare, ci possono essere momenti in cui sembra di tornare indietro e altri di “avanti tutta”.

Possono essere utilizzate delle letture di avvicinamento, avere il vasino già presente in casa invece che introdurlo “improvvisamente” ,può essere utilizzato l’intuito dell’adulto che interpreta espressioni facciali o movimenti ed indirizza verso il vasino quando è il momento, può essere utilizzata l’ osservazione degli orari di evacuazione, si possono inventare giochi sul vasino o inerenti al vasino (es, andiamo a mettere la benzina nella macchina), sempre seguendo i tempi del bambino.

Tutto questo ed altro può avvenire anche quando il bambino indossa ancora il pannolino nella sua quotidianità e inizia a fare amicizia con il vasino o direttamente con il water in base alla sua preferenza. Il vasino inizialmente agevola perchè il bambino può vedere in modo chiaro cosa accade.

Alcune controindicazioni generali invece che mi sento di elencare sono:

  • Evitare il sistema di premi e punizioni. Ricordiamoci che il protagonista è il bambino; stà perfezionandosi a livello neurologico affinando con questo processo il controllo degli sfinteri, creando molteplici associazioni, lasciando andare qualcosa che è suo, che ha a che fare con il suo corpo e la sua autonomia. Attraverso lo schema premio/punizione noi spostiamo l’attenzione verso l’adulto o verso la relazione con l’adulto. Se ti faccio un regalo ogni volta che fai la cacca nel vasino, per te la cosa importante non è più il tuo corpo e la relazione con esso ma ricevere il regalo o far felice la mamma (qui spesso possono nascere problematiche in cui il bambino trattiene soprattutto la cacca) oppure la paura che possa capitare qualcosa di spiacevole (o creare un dispiacere se non la fa).

 

  • Evitare metti e togli. Generalemente viene consigliato, durante lo spannolinamento, di tenere il pannolino durante la notte o la nanna del pomeriggio. Il passaggio del controllo sfinterico notturno richiede tempo e una graduale maturazione ;durante il sonno profondo è un pò più complesso avere coscienza del proprio corpo e seguirne i segnali. Noi stessi, se ci pensiamo, a volte ci svegliamo al limite e dobbiamo scappare in bagno. A parte quindi il momento del sonno, quando si decide, insieme al bambino, di togliere il pannolino sarebbe meglio non tornare indietro. E’ controproducente toglierlo a casa e metterlo a scuola ad esempio, o toglierlo durante la vacanza e rimetterlo al primo “incidente” al rietro. Nel bambino si crea confusione e non ha la possibilità di misurarsi con sè stesso. Anzi il messaggio che gli arriva è sfiducia e insicurezza che poi farà sue.

 

  • Evitare di togliere il pannolino quando il bambino non mostra segnali. Il processo di spannolinamento è basato sulla comunicazione e/o sull’intercettazione dell’adulto di alcuni segnali dei quali può rendere partecipe e consapevole il bambino in modo graduale. Non possiamo pensare di togliere il pannolino da un giorno all’altro perche, ad esempio, deve iniziare la scuola dell’infanzia e non accettano bambini con il pannolino o perchè ormai è grande ed è ora. Le conseguenze poco felici possono andare dal senso di disagio dell’avere i vestiti bagnati o sporchi, al senso di umiliazione ,dal trauma stesso di aver tolto il pannolino senza un qualche motivo (dal punto di vista del bambino) al trattenere la cacca fino a stare male.

Ad oggi molte persone sostengono di aver trovato il “training perfetto” e, come per l’igiene del sonno, lo proclamano o vendono come il più o l’unico efficace. Torno a ricordare che ogni bambino è a sè, come lo è la relazione che ha con il suo corpo, con i suoi genitori e come è a sè la situazione generale in cui è immerso.

Può capitare ad esempio che un bambino spannolinato in modo fluido ed impeccabile torni a fare la pipì addosso e le motivazioni possono essere tante, un trauma vissuto, aver tolto il pannolino quando non era ancora pronto, l’arrivo di un fratellino, una separazione o altro ancora. Possono capitare incidenti ed è importante non colpevolizzare il bambino o mostrare rabbia nei suoi confronti perchè si tratta, appunto, di incidenti non volontari! Immagina cosa potrebbe provare un adulto che, per paura o per qualunque altro motivo fa la pipì addosso e inizia a ricevere rimproveri o umiliazioni, tu come ti sentiresti?

Un approccio interessante è, a mio avviso, l’EC, elimination communication. Innanzi tutto non si professa come “training” o regola fissa per uno spannolinamento di successo ma indica, appunto, una modalità di approccio basata sulla comunicazione e la consapevolezza di quando è il momento più opportuno per offrire il vasino. Gli indicatori utilizzati da questa visione sono : ascolto dei segnali del bambino, osservazione dei suoi ritmi naturali di evacuazione e l’intuito dell’adulto che si affina con la pratica e la disponibilità di rispondere alle richieste (ad esempio capire quando il bambino ha fame, sonno, freddo eccetera).

Secondo questo approccio l’uso del vasino può diventare una pratica quotidiana fin da quando il bambino è in grado di stare seduto, promuovendo l’evacuazione in una maniera fisiologicamente più efficace e agevolando la maturazione del controllo sfinterico.

In merito a questo e agli argomenti trattati in questo articolo vi lascio due letture interessanti :

“Senza pannolino” di  Laurie Boucke e ” Le emozioni della cacca” di Barbara Franco. 

 

 

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